È stato firmato il decreto interministeriale Masaf-MEF che rende operativo il credito d’imposta destinato all’acquisto di gasolio e benzina per attività agricole. La misura mette a disposizione 90 milioni di euro per sostenere le imprese agricole alle prese con l’aumento dei costi energetici, ma lascia aperto il confronto sull’esclusione delle imprese agromeccaniche.
Il provvedimento, pubblicato sul sito di AGEA, definisce beneficiari, spese ammissibili e modalità di accesso. L’Agenzia dovrà ora pubblicare le istruzioni operative per la presentazione delle domande, che resteranno aperte per almeno venti giorni e dovranno concludersi entro il 30 settembre 2026.
Credito fino al 20% delle spese
L’agevolazione consiste in un credito d’imposta fino al 20% delle spese sostenute, al netto dell’Iva, per l’acquisto di carburanti effettuato dal 1° marzo al 31 maggio 2026. Il limite massimo riconoscibile è fissato a 50 mila euro per impresa.
Possono accedere alla misura le imprese agricole in possesso della qualifica di agricoltore in attività, indipendentemente dalla forma giuridica e dal regime contabile adottato.
Tra le spese ammesse rientrano i carburanti utilizzati per trattori agricoli e forestali, macchine operatrici semoventi, mezzi per lavorazioni del terreno e raccolta, sollevatori telescopici ad uso agricolo, motopompe per irrigazione, gruppi elettrogeni, attrezzature leggere e impianti di riscaldamento delle serre.
Le domande dovranno essere presentate tramite la piattaforma telematica AGEA, direttamente dall’impresa o attraverso un Centro di assistenza agricola delegato, allegando le fatture degli acquisti effettuati.
Aliquota definitiva in base alle richieste
La percentuale effettiva del credito dipenderà dal numero delle domande ricevute. Se le richieste complessive resteranno entro le risorse disponibili, il contributo sarà pari al 20%. In caso contrario, l’aliquota verrà ridotta proporzionalmente per tutti i beneficiari.
Il credito potrà essere utilizzato esclusivamente in compensazione tramite modello F24 entro il 31 dicembre 2026.
La soddisfazione di Copagri e la richiesta sui fertilizzanti
La misura è stata accolta positivamente da Copagri, che aveva sollecitato l’adozione del decreto attuativo. Secondo il presidente Tommaso Battista, il provvedimento rappresenta un sostegno importante per imprese agricole colpite dall’aumento dei costi di carburanti e mezzi tecnici.
La Confederazione richiama ora l’attenzione anche sul credito d’imposta per i fertilizzanti, che prevede una dotazione di 40 milioni di euro e un contributo fino al 30% delle spese sostenute nello stesso periodo.
Secondo Copagri, carburanti e fertilizzanti rappresentano infatti una quota significativa dei costi aziendali e richiedono strumenti di sostegno tempestivi.
Il confronto aperto sui contoterzisti
Resta invece irrisolta la questione delle imprese agromeccaniche, escluse dal beneficio perché prive della qualifica di agricoltore in attività.
A sollevare il problema è UNCAI – Unione Nazionale Contoterzisti, secondo cui la misura rischia di creare una disparità tra lavorazioni svolte direttamente dalle aziende agricole e quelle affidate a operatori specializzati.
«Non chiediamo un nuovo incentivo o un trattamento privilegiato – ha dichiarato il presidente Aproniano Tassinari – ma il rispetto del principio di neutralità».
Secondo UNCAI, agricoltori e contoterzisti dovrebbero poter scegliere liberamente il modello organizzativo più efficiente, senza che il diverso trattamento fiscale condizioni le decisioni aziendali.
Il confronto resta quindi aperto: il credito sul gasolio rappresenta un primo sostegno alla filiera agricola, ma la discussione sulla piena integrazione di tutti gli operatori coinvolti nel ciclo produttivo non è ancora conclusa.
.
Fonte: Giulia Spadafora – Ruminantia



